Well, you’ve seen all the clues: have you got it? I think I do. Now, the important thing to remember, besides the surname, is the shape of the nose. Have you got it now? I hope so.
Lunedì scorso è comparso nella mia TV un canale nuovo — si chiama Giallo e trasmette solo film e serie con «indagini, crimini da risolvere, inchieste giudiziarie, investigazioni poliziesche, eventi misteriosi». Insomma, la dddroga per me. Hanno riesumato pure il sottovalutato Keen Eddie, li lovvo tantissimo.
(volevo però rassicurare Carlo Freccero: Rai 4 resterà sempre e comunque il mio canale preferito. Però, per esempio, quando Rai 4 trasmette Streghe io giro su Giallo, spero non se ne abbia a male, ché le sorelle Halliwell proprio non le reggo più. Peace & love.)
E quindi, grazie a Giallo, stamattina ho fatto colazione guardando Ellery Queen:
Ora devo fare una confessione: fino all’altroieri mica avevo capito che Tim Hutton fosse il figlio della buonanima di Jim Hutton.
Dice: hanno lo stesso cognome, un dubbio te poteva pure veni’.
Rispondo: ma secondo voi io mi accorgo che due persone abbiano lo stesso cognome così, senza che ci sia un’insegna luminosa lampeggiante che mi indichi la bizzarra coincidenza? Io noto sempre le cose più assurde, mai quelle più ovvie. E’ per questo che il facepalm è il mio migliore amico.
Besides, l’ultima volta che avevo visto un episodio di Ellery Queen avrò avuto dodici anni.
Dice: eh, ma a parte il cognome, se somigliano pure parecchio!
Rispondo: ma infatti. Guardavo e dicevo «ma che cosa strana, non ci avevo mai fatto caso, Ellery Queen ha il naso identico a quello di Nathan Ford, incredibile».
No, ma giura! Indovina perché, volpe.
