tuttattaccate, L’anno ventuno

A Viterbo ce stanno li matti, poi ce sta l’Antoniozzi, quello con l’articolo determinativo davanti al cognome, e pure queste tipe qua tuttattaccate.
Me le ha fatte conoscere proprio l’Antoniozzi, che per me è garanzia di qualità come se avessero stampigliato sopra il marchio ISO 9000.
Hanno pure la chitarrina come Amanda Palmer (vabbè, lei ha proprio l’ukulele, ma l’ho nominata soltanto per farle ascoltare ad Antonio. Anto’, me stai a senti’ pe’ ‘na volta?), però sono pettinate meglio — non che ci voglia molto, visto che Amanda Palmer si pettina con i petardi. E si disegna le sopracciglia con l’uniposca. E non si depila le ascelle.
But I digress.
Ecco come si presentano loro, con un comunicato fresco fresco di Facebook:
Dal cuore di Viterbo prendono voce le Tuttattaccate, un trio composto di sole donne, giovani ma non troppo, mature ma non troppo, affascinanti, buffe e curiose. Per i loro brani le musicanti Francesca Occhiogrosso, Emilia Olivieri e Barbara Ruggiero, prendono spunto dalla “città” nel suo brulicare più popolare, dai quartieri, dai momenti quotidiani rubati alla fretta della gente, dalle grida tra i vicoli.
Il potpourrì generato da queste suggestioni, diventa musica e parole con ritmi trascinanti e inebrianti grazie ai molteplici generi a cui attingono che sconfinano dallo stornello al rock, dalla bossanova allo ska.
L’idea nasce per gioco, in una serata di chiacchiere tra lavoratrici precarie, dettaglio determinante in questa tutt’altro che anacronistica storia, strimpellando accordi ispirati al quartiere nel quale abitano, Pianoscarano, nel pieno centro medievale della città “che trasuda musicalità e bellezza da ogni sanpietrino” come loro stesse raccontano. “L’ispirazione è poi continuata ascoltando le storie della gente, i racconti in strada. La leggerezza è l’altra grande musa ispiratrice, che, come diceva Italo Calvino, non è superficialità, ma conoscenza profonda della fisicità del mondo”. E continuano: “La condizione di perenne precarietà che ha attraversato la nostra generazione ci ha insegnato che i fatti tragicomici di questa vita vanno sdrammatizzati, e la nostra musica è il mezzo con cui esorcizziamo la realtà.”
Cantautorato paesistico eclettico, così amano definirsi. Tre voci, tre anime che sanno addomesticare i più bizzarri strumenti musicali. Filastrocche, ritornelli che arrivano come memorabilia alle orecchie e al cuore degli spettatori ipnotizzati dalla loro allegria, frammenti di passato e futuro, di amarezza e dolcezza che si fondono e si confondono nella loro travolgente originalità.
PER ASCOLTARLE
I brani sono scaricabili gratuitamente dal sito http://tuttattaccate.bandcamp.com/PER SEGUIRLE
Facebook: Tuttattaccate http://www.facebook.com/pages/Tuttattaccate/294581610591902PER SCRITTURARLE
tuttattaccate@gmail.comPER INTERVISTARLE
vania.ribeca@studiomun.it
Tracklist:
- Bluescarano
- Decore urbano
- Aurelia
- Franz
- Luglio complessa
Ascoltatele. Seguitele. Scritturatele (soprattutto). Intervistatele.




Qualche giorno fa mi è capitato di leggere sul Guardian 
