Non è mai troppo tardi: corso di istruzione popolare per il recupero dell’adulto analfabeta
C’è stato un trasloco editoriale questa settimana: Sette, il magazine del Corriere della Sera, non esce più di giovedì ma di venerdì, cioè oggi, entrando in diretta competizione con il Venerdì di Repubblica (che per controbilanciare dovrebbe spostarsi al giovedì ed essere re-intitolato il Giovedì. O al mercoledì, per spiazzare tutti: il Mercoledì di Repubblica, suona benissimo, dai!).
Leggo su Italia Oggi le intenzioni del direttore, Pier Luigi Vercesi:
«Sette ospiterà tutte le firme importanti del Corriere», ha detto Vercesi, «sarà un people magazine come prima ma con una forte anima di news magazine e andrà sempre più verso questa direzione. Ci saranno articoli lunghi, narrazione, non più l’inseguimento di Internet e la brevità a tutti i costi. Per certi versi vorrei fare ciò che fa l’Economist, per altri il New Yorker.
Gagliardo! Mi piace! Cioè, a chiacchiere è una bella idea, ma bisogna vedere come la traduci sulla carta, ecco.
Ma in realtà vorremmo trovare una nostra via, fatta di inchieste e reportage prodotti da noi con sempre nuove sorprese, qualcosa che gli altri non hanno».
E infatti, largo alle novità! Roba mai vista prima! A cominciare dalla copertina! Daje! Toh, guarda, il Papa, che bella sorpresa, non s’era mai visto:

Vercesi lavorerà con gli altri 19 giornalisti di Sette,
dei quali evidentemente non conosce nemmeno il nome:
un vero e proprio desk del Corsera che utilizzerà le proposte di tutti i giornalisti.
Un attentissimo desk che ha fatto passare indisturbati gli snobs:

Tra l’altro, dev’essere il medesimo desk che non ha battuto ciglio quando ha controllato il sommario dell’articolo odierno di Aldo Grasso:
che è stato corretto soltanto adesso, e solo perché non sono stata l’unica ad accorgersene.
Potrei andare avanti con altre meraviglie, ma Alberto Manzi è morto da quasi quindici anni e io ho una vita da vivere. E, soprattutto, la mia pausa pranzo è quasi finita.

ma soprattutto, Grasso in quanto a cagnosità vede la pagliuzza de #itrecanidiiEva e non ha visto il boom del tag #ungrandecanile…
Io credo di aver scritto più male in un contesto del genere un milione di volte, ma forse mi sbaglio. Sono scusato perché non ho un desk di snobs che mi corregge le bozze? :-)